Il mio pensiero e il mio dolore in questi giorni si rivolgono profondamente allo sguardo dei bambini e a quel loro sapere puro che a livello pedagogico stiamo sottovalutando, esponendolo a una spettacolarizzazione che rischia di alterare la tradizione, perché quando nelle scuole elementari le maestre assegneranno il compito di disegnare la nostra Fanciulla Martire, i piccoli useranno simboli nuovi e inappropriati che non credo farebbero piacere ad Agata. Questa gioia ostentata oggi dal capo della Chiesa di Catania e dal primo cittadino è nel mio vivere e sentire la violazione di una sfera spirituale che era blindata da secoli, un limite invalicabile che il popolo tutto sapeva custodito da sigilli di altissima responsabilità, ed è esattamente questo strappo che sta scuotendo l’anima della città. Nessun uomo e nessuna donna avrebbe mai dovuto permettersi di poggiare le labbra su quel volto sacro, un gesto che resta un oltraggio privo di giustificazioni e dinanzi al quale, essendo stato indotto proprio dalla guida della Chiesa di Catania, dovrebbe essere in primis la Santa Sede a intervenire per fare chiarezza nel rispetto di tutta la comunità devota. Ne soffro immensamente perché ho visto trattare reliquie che in passato hanno placato persino la forza dell’Etna come fossero semplici oggetti prestigiosi da esibire, ignorando e misconoscendo la reale immensità di ciò che si stava maneggiando, e da persona spirituale avverto un dolore che mi pietrifica per la potenza e la vibrazione che quelle memorie contengono. In quel modo di fare riconosco la totale assenza di un tatto autentico e sono addolorato nel vedere come questa vicenda stia spogliando la natura stessa di questo fare proprio in nome della collettività, trascinandoci dentro un avvenimento storico dove gli interessi nel mettere a tacere il dissenso sono evidenti, ma questa testimonianza serve a gridare che è stato violato l’inviolabile e che il cuore del popolo non può tacere quando viene privato della luce della giustizia. Sant’Agata non parla attraverso i giornali o le televisioni ma si esprime attraverso un sentimento profondo, uno stato d’animo e il respiro della sua gente, ed il mio augurio è che si riesca finalmente a comprendere la gravità di tutto questo, nonostante l’inconsapevolezza di chi ha cercato di difendersi pronunciando parole che la Nostra Patrona Martire non avrebbe mai detto, arrivando persino a demonizzare e offendere la critica dopo aver toccato ciò che solo pochissimi sulla terra erano degni di sfiorare, lasciandomi addolorato non per rabbia ma per un netto disaccordo nell’utilizzo di ciò che andava custodito solennemente. (Cortile delle Nevi)
Agata nella Carità di un Popolo Devoto
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