Ragusa Ibla – Quasi surreale vedere all’improvviso un grosso caprone bianco e nero arrampicarsi da quella valle, in una notte di luna piena che illuminava tutta la contea come fosse primavera. Dritto mi puntò e mi raggiunse aldilà del sentiero, si avvicinò e sembrò pronunciare alcune parole in dialetto antico. Provai timore, vibrava di altri mondi, sentivo l’Irminio padroneggiare sotto quel fitto bosco, e lentamente mi allontanai portando con me quel ricordo come un punto fermo di poesia e magia, odori di selvatico e primitivo, di rispetto e tempo dovuto. (Riserva dell’Irminio)
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La Radice Quadrata di Tre
Tanti ricordi, molte immagini lucide che parlano di un grande sognatore, un visionario che ha condiviso il suo eterno amore per la vita, la memoria.
Esempio di uomo, tenace, forte e profondo, sognatore che dona lo sguardo al nuovo mondo. Innamorato della vita in tutti i suoi aspetti: Un fiore, un gatto, un ventaglio per rimanere sul superficiale, ma il racconto attraverso i ricordi di un bambino è vasto, radicato nell’incontro del gene. Gli zii di Palermo sono sempre stati punto di riferimento, come gli zii di Ragusa, ogni sua parola entrava nel mio cuore per sigillare nota di crescita. Senza giudizio nell’intimo ci siamo sempre seguiti, anche con una telefonata l’anno il tutto era sempre accanto. Ha piovuto per tre giorni di seguito, luna tra le nuvole, vento nell’aria, la notte sembrava sgridare nel silenzio che tutto nutre. Lo Zio è andato via, forse apparentemente, un mistero che si affida agli uomini di fede. Siamo il derivato di una nascita dentro una matassa, più lunga è la corda, a volte più sono i nodi. Un tempo le case erano comuni, le tavole ornate da candelabri, le tovaglie ricamate e le posate per ogni portata, c’era il tempo di scandire lo scrocchiare di un tizzone dentro il camino, le fragole avevano altro odore come le rose. Spero custodire la sua voce dentro il mio cuore, non dimenticare mai ciò che è sempre stato salvataggio dalle burrasche del grigio. Lo conobbi grazie a mio padre, lo Zio aveva fatto omaggio alla Città di Catania, Esperienza Inestimabile. Aveva reso grazie anche ai Saloni del Palazzo Biscari, un tempo tramontato albeggiare nel presente, i miei occhi avevano poco più di cinque anni, e se ne nutrirono per l’eternità.
Statua Semenza, Il Giardino dentro il giardino (1mqdb). L’importanza della nascita di un Giardino dentro il Parco delle Carrozze. (Villa Bellini) – Desidero un Pianeta con Pari Opportunità. Mare Aperto 26/22 cm. Acrylic
Come mi ricordo le cose brutte, mi ricordo le cose belle. Si tratta di una matassa legittimata, alcune notti dovreste sentire come sgrida il vento! Se la Playa tornerà Oasi, la Sicilia Trionferà. Se prima non entri non sai come uscire! Tempi trascorsi nell’ordine del caso, fantasia portami via. Catania Visionaria Via Umberto
spiritual energy
Filosofia primitiva, ogni cosa merita sentimento, la vita come la morte è un rito da onorare. Mischio da sempre terre, acque, mi piace contaminare di magia, raccontare attraverso l’invisibile filo dell’infinita connessione che lega l’anima del creato alla libertà donata. Oggi ho trovato una Carpa Koi galleggiare, l’avevo lasciata anni addietro in compagnia di altri stupendi esemplari, per me sono piccoli delfini d’acqua dolce, nella mia fantasia alimentano l’armonia del pianeta. Ho creduto giusto dopo essermi immerso nella gebbia, donargli memoria.
Ogni cosa è impregnata di vita, il riutilizzo delle materie non è solo riscatto, gratificazione dello spirito, creazione di nuovi mondi, realizzazione di un passato futuro, dove tutto viene reimpiegato. Trasformazione, alchimia, scudi sono divenuti, ondeggiano nel vento, liberi si incontrano attraverso un filo, emettono suoni che comunicano con universi sottili. Arte quantica, energia spirituale, riflessione di ciò che si custodisce nel più intimo, visione trasferita, omaggio creativo. Ogni strumento utilizzato è stato dono di ricerca interiore, una matassa ingarbugliata trovata alla Playa di Catania, l’oro che sigillava frammenti di mare chiede perdono a questo andare.
Tesori hanno perso l’inestimabile valore, il 16 Febbraio (21) La Grande Madre di Sicilia, il vulcano più alto d’Europa, la nostra tanto amata e non temuta Etna, dava un minimo accenno di dissenso a questo piano che trova l’umanità presa in ostaggio dalla scienza. Santa Madre Natura che ci proteggi, che non ci ammonisci con un battito d’ali, ti sento, ne soffro per il tuo immenso calvario, cerco nel mio infinito piccolo, portarti gioia, contagiare di poesia i miei simili. Atto di devozione, terrazzi, strade, tetti di Catania erano stati condonati da detriti e sabbia primitiva del cosmo, ho ripulito un briciolo delle mie azioni raccogliendone molte buste. Prodigio, ho immaginato l’incontro del fuoco con la memoria, la pietra bianca che accoglieva la nera. Per tutto il percorso un mantra ci ha accompagnati fino a destinazione, il sogno, l’emozione di ritrovarsi dentro l’umidità della notte connessi nella trasformazione. Radici consapevoli ramificano frutti di altri tempi. Ogni pianta, ogni seme registra sensibilmente il passaggio. Tre sono i nuovi Ficus messi a dimora.
reconciliation
Martorina, terra dal seducente richiamo. Dall’ombra del grande e antico albero, che ha accolto tanti passanti. Lì, attende il cavallo che scorge la calorosa e abbagliante luce al suonar incessante delle cicale. Il ponentino con delicatezza soffia quando il sole è al massimo dello splendore, e ogni cosa si riempie di allegro movimento diffondendo nell’aria il profumo del solitario cespuglio che attende con pazienza la mano di chi lo accarezzerà. Ma a breve, Il rosa del calante sole come per magia cambia le calcaree e bianche pietre in pregiati quarzi dal rosa splendente. Mentre il riccio tranquillamente vaga, la volpe si prepara per la danza notturna. Così viene l’ora della musica, ispirata dal buio del plenilunio dove ogni creatura partecipa alla sinfonia con la propria canzone fino alla visita del nuovo giorno,… che è ispirazione continua di tutto il creato. (Carmelo Arezzo di Trifiletti)
Precious time
Terre di Martorina. Piccoli zen prendono forma, La pianta dell’Imperatore. In un tempo non lontano provai mettere ordine, l’esigenza di ridare importanza alla dispensa. (Artigiano del pensiero)
SICILY NEEDS LOVE
SICILIA ISOLA DI LUCE – La Sicilia isola feconda, ma depredata nella storia da ondate di incursori e ad oggi bistrattata finanche dagli stessi siciliani, ha bisogno di amore e la richiesta della nostra terra appare evidente attraverso gli scatti fotografici di Claudio Arezzo di Trifiletti: i decori degli edifici, i fregi e le sculture di monumenti, chiese e fontane stratificatisi nei secoli si muovono coordinati in un anelito di amore. Il progetto “Sicily needs love” è un tour della Sicilia con soste nelle principali città per immortalare, in scatti fotografici, i particolari delle opere che spesso rimangono celati agli occhi ignari degli stessi siciliani intorpiditi dal grigiore dell’ignoranza o dalla pericolosa indifferenza e nutriti dalla frenesia della quotidiana mediocrità. I video mostrano le città risvegliarsi nei gesti scherzosi dei puttini, nei visi mostruosi e negli sguardi stravolti dei decori barocchi, giocherellare con le sculture mitologiche delle fontane e amalgamarsi alle linee architettoniche a volte contorte altre essenziali delle chiese. Le immagini sono volte a creare un documentario artistico o a comporre in sequenze veloci un corto subliminale, ma tutte concluse da un ultimo frame di Madonne estatiche che infondono speranza a quei passanti che abbiano la fortuna di posare lo sguardo su di loro. (Marella Di Grande)





















