Lenzuola bianche coprono salotti e lampadari, pavimenti di pece nera narrano l’impronta del silenzio. Pace era il saluto, l’accoglienza ingresso, i giardini nettare della gioia condivisa. Oggi le carrozze sono meccaniche, l’abbondanza ha spento i lumi e la parola sembra vibrare di altra forma. Il manto stellato faceva di una torre l’adeguata posizione, la cappella di una casa, comunione. La benedizione in un paese radunato e le tante voci, l’odore dei fiori e il ricordo. – Al mio Bisnonno Franco
Respiro dei mondi
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