Lenzuola bianche coprono salotti e lampadari, pavimenti di pece nera narrano l’impronta del silenzio. Pace era il saluto, l’accoglienza ingresso, i giardini nettare della gioia condivisa. Oggi le carrozze sono meccaniche, l’abbondanza ha spento i lumi e la parola sembra vibrare di altra forma. Il manto stellato faceva di una torre l’adeguata posizione, la cappella di una casa, comunione. La benedizione in un paese radunato e le tante voci, l’odore dei fiori e il ricordo. – Al mio Bisnonno Franco
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La sua vita era permeata da ricordi, i ricordi erano il seguito di una storia presente
Sullo sfondo un campo di combattimento tra cavalieri di diverso orientamento. La finestra, omaggio al Vulcano e alla Santa. Scelte, equilibri e viaggi, il sale come cristallo di guarigione. Sperimentava la vita per apprendere, attraverso la coscienza, la saggezza resisteva alla stoltezza. Il dolore per l’assenza di un mondo sentito, non smetteva di ricordargli la Stanchezza nel Volto del Padre. (Il Terzo Fiore) / Non aveva conosciuto i fiumi della Moldavia, anche se lo accompagnarono a spogliarsi di ricordi legati all’intimità dell’esperienza. Veniva difficile comprendere il suo interesse, una signora gli domandò se fosse disoccupato, provava a piccoli sorsi descrivere il mondo che custodiva. Osservava, trascriveva e documentava, cercava dalla memoria sentimentale un accordo col tempo, un varco nello spazio. \ Quanta energia nel realizzare quell’intreccio di foglie di ficus, spinto dalla visione, ogni giro di corda pensieri si riallacciavano, come a voler benedire quella danza irrefrenabile fino all’ultimo nodo. Lui, è un guerriero della luce, guarda dall’alto, irradia col suo abbraccio la libertà e la purezza, la corda sempre utile per ogni evenienza. | Ricordo Pietra Bianca Siracusa. (2004)
Mia Amore Mio
Chi perde l’onestà non ha nient’altro da perdere. (John Lyly) – Claudio è un grande artista e anche una persona meravigliosa. La sua arte è una delizia. (Daniel Leonard Toteanu) / Ci ritrovammo a bere dell’acqua come fosse vino, ascoltare il silenzio, scandire le note dell’universo, certezza del sentimento, il volersi bene, l’augurarsi il meglio. (Alghe di Compagnia)
Il coraggio di trasferire universi, ricamare pensiero
Considerazione del tempo, l’esperienza, l’insegnamento, il racconto e il sogno. L’inizio, l’ingresso orienta l’eclissarsi dentro. Interiore prospettiva, fatua visione oscilla parola. Abbandono della forma, il tutto diviene uno. Respiro profondo, scintilla viaggia, astrale. La Luna, l’Oceano e l’imbarcazione. – La Chiave / La fede e il prodigio. (@) – Una piccola pietra misteriosamente aveva incontrato il nostro passeggiare, la sua voce mi ha riportato al presente da custodire, strana la sua forma, prezioso il momento. Avevo fatto un nodo ad un elastico usurato, pensavo utilizzarlo come sostegno di un’opera in cantiere, l’avevo trovato dinanzi il portone, ho creduto fosse di una bambina con i capelli neri, lisci e lunghi. L’iniziazione dell’opera, nasce a volte dai ritrovamenti, l’unione dei momenti, lo spazio e il tempo. Riavviandomi per casa, ritrovai nelle tasche solo la piccola pietra, tornai indietro a cercare quel momento smarrito, avevo dedicato pensiero a quell’elastico! lo cercai rifacendo il percorso, tra le foglie il cuore, gli occhi cercavano, all’improvviso feci un salto e trovai un filo rosso. Lasciai alla sorte quel momento e feci un altro nodo dinanzi una scritta, Catania città del fuoco. (Piccoli Soli d’Argilla)
Sono un creativo e ragiono da creativo. Coloro che creano mettono a disposizione della comunità una visione, condividono il proprio essere per una ipotetica evoluzione. Le mie sono piccole riflessioni, che spero possano essere utili a spiegare l’universo che respiro nel mio modo di agire. Sogno da sempre un progetto denominato nel mio fare: Riscatto dei Talenti, ridare una dimora a chi casa non ha, poter far riemergere la bellezza interiore.
Anonymous spiritual bridges
Non è difficile. Vetro visibile, trasparente, preparazione incontro fluidi, connessione albero. Ponti spirituali anonimi. Il Simeto (Simaethum in latino, Symaithos, Σύμαιθος in greco antico, Wādī Mūsā, ossia “Fiume di Mosè”, in arabo). Ero bimbo, ora lo sono di più. Immersi nella tecnologia, si rischia perdere il contatto col sentire, sentimento. Non credo si perda nessuno, ognuno in cuor proprio conserva bellezza incontrata. Ci si può imbattere nel preconfezionato, l’augurio è il risveglio. Tempi duri per i sognatori.


















