Archivio tag: ARTISTA CATANESE

harmonic sounds

suoni armonici anima mediterranea ficus

Forse tutto ebbe inizio attraverso un suono. Non esiste istruzione alcuna senza il rispetto del pianeta. Casa necessita cure. Fatemi ancora credere nella divisa che tutto protegge in nome dei bambini. Suoni Armonici (G20)

Desidero una terra in vacanza

Pioggia di luna piena sul pavimento di un parco sottratto. Catania, Piazza Giovanni Verga.

Le sanzioni le merita la politica che ancora non ha elaborato un piano di riutilizzo delle materie. 

Pioggia di luna piena sul pavimento di un parco sottratto (Catania, Piazza Giovanni Verga) – Le sanzioni le merita la politica che ancora non ha elaborato un piano di riutilizzo delle materie.

Anfiteatro Romano di Catania

Anfiteatro Romano di CataniaAcrylic 10/40 cm.

Amina – A voi martiri guerrieri chiediamo aiuto, voi che nella fede vi siete affidati al Cristo Redentore. Centro di un teatro, derisi fino all’ultimo sangue tra le urla di un popolo che imitava le bestie più stolte. Perdona terra per questa miseria, perdona vita per questo presente, perdona Etna che tutto sente. Frammento, scenario sempre pulsante, possano radicare Sambuchi, fioritura benedire l’alchimia delle stagioni.  (A Te mi rivolgo)

The Garden of Music

Androne e il Giardino dentro il giardino

Androne e il Giardino dentro il giardino

Resina di fiume, canna suonante, Androne scorre, onirico fluire dentro il giardino accoglie un viale con busti illustri. Vincenzo tra il getto d’acqua scandisce suoni alle foglie, colombe planano sorridenti, illuminate da un sole che scalda lo zolfo, respiro dell’isola. (Villa Bellini Catania)

responsibility

SuperMia

Responsabilità – Quanto studio sconosce le complessità della natura, dovremmo rivolgerci con gentilezza e umiltà a questo dono che rischia l’abuso dell’ignoranza senza scrupoli. Senti il suono dell’acqua, nessuno oltre il vento e le correnti, conosce così bene le vesti di un futuro presente. Terra consapevole necessita connessione. Molti non sanno che Mia in Ebraico antico significa Maria.

Catania, Parco Gioeni

agricoltura manuale riscatta piana

parco gioeni catania

Siamo figli delle riviste, flusso di coscienza, pietra, terra cercano comunicare, realtà non è quella riflessa, risveglio di ciò che era. Velocità, efficienza, valore effimero. – Il sole giunge al tetto, oggi ha piovigginato, il cielo ha desiderato benedire la terra, uccellini intarsiano delicatamente il fluire del tempo. Humus, mi comprasti mazzetti di piantine ortive. Era grande quel libro di codice che provavi adoperare per fermare le crepe nel garage, tutto tremava, era iniziato il progetto metro. Alfredino, povero bambino, I ragazzi della prateria, ti piaceva farci vedere Aidi. Bello il tuo giardino, magico vedere le viti arrampicarsi sui pini. Natura, armonicamente vita si esprime. (Cicetto)

parco gioeni arte involontaria etna catania

Guardian world

ARTE INVOLONTARIA HUMUS CONTEMPORARY ARTIST IN SICILY

Credo in una luce che emana calore, vibra il respiro della fanciulla innamorata del suo vulcano. Coloro che non conoscono la bellezza e se ne fanno carico, sono bestie pericolose. Il pianeta è in serie difficoltà, credere alla futura salvezza del genere umano potrebbe essere un sogno utopico. Bene comune, visionario, non ambire a niente che non sia un sogno per la gente. Siamo di passaggio, l’impronta testimonia l’essenza, ragionare di coscienza, camminare, immaginare per il gusto di donare. Soffia il vento, spazio cerca comunicare con sordi non vedenti. (La mappa del mondo antico)

IL GIARDINO DENTRO IL GIARDINO CATANIA VILLA BELLINI

Villa Bellini, Catania

Finito il tempo delle carrozze, un giardino nasce dentro il giardino. Un bosco si racconta, ogni albero ha una storia, porta ombra e ristora. Rigenera ossigeno, un metro quadrato di bosco diventa spazio infinito, involontario connette fiumi e oceani. Sorgente speranza bacia statua semenza. Prodigio non è artificio, incontro di rami sembrano braccia, accolgono il nuovo giorno. Medita lo straniero su quanto è bello il sogno. Realizzato in fantasia, come per magia un dono narra poesia. Libero dal tempo, gode del canto del vento, dei nidi dei passeri, della protezione di Madre Natura.

Manifesto Villa Bellini

Manifesto Villa Bellini (64/46 cm.)

Planet in the recovery room

OSPEDALE SANTA MARTA CATANIA

OSPEDALE SANTA MARTA CATANIA

Santa Marta è descritta come una donna di casa, sempre pronta ad accogliere il gradito ospite affaticandosi in mille premure, a differenza di Maria che invece preferiva starsene in un angolo a contemplare in silenzio Gesù. Nel Vangelo si legge che Danta Marta dice rivolgendosi al Maestro: “Signore, non t’importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti” E Gesù rispose: “Marta, Marta, tu t’inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta“ . Santa Marta di Betania non si ferma neanche in occasione del banchetto che celebra la resurrezione del fratello Lazzaro: anche qui, da vera padrona di casa, è instancabile e si occupa della preparazione del banchetto e degli ospiti. Il significato del nome Marta deriva dall’ebraico Mar e significa ‘signora, padrona’.

Un bambino camminava mano con mano col padre, papà dove sei nato? Il padre rispose con tristezza, e senso di colpa. Figlio mio, eravamo in preda al modernismo, gridavamo buttate giù questi mostri, tutti urlavamo rinnovamento, eravamo in periodo di forte oscurantismo, avevamo perso il senso della ragione. Il verde, il semplice inestimabile ossigeno, insieme a tutti gli elementi erano stati barattati con false promesse, mentre gente rasentava la fame. Gridavamo, buttate giù questi mostri, pulizia, desideriamo pulizia, e non ci rendevamo conto di quanto male stessimo facendo alla terra che ci ospitava. La bellezza, quella vera, era stata messa al bando. Ricordo, un signore umile che esponeva la sua merce come fossero gioielli, non badava al denaro, la sera si vedeva dalla sua finestra una luce fioca ma calda, credevamo fosse un folle, lui non ascoltava niente che non fosse un silenzio intenso, e quella luce erano le sue preghiere. Bambino mio, desideravamo, sognavamo la grande metropoli, grattacieli, autostrade, tecnologia e velocità, ed ora che ci troviamo schiavi di quello che una volta veniva considerato civiltà, ti chiedo scusa per questa atrocità, perdonaci figlio mio. (Respiro piangente)

Si affrettano a distruggere tutto, mentre era tutto in condizioni da poterci dare il pane. Non sono un drammaturgo, sono un visionario realista, tramite la scrittura pochi riescono a pesare la parola, non ho interessi in quello che scrivo se non il bene della nostra terra.

unscrupulous vanity

Quando smetteremo parlare con la pietra l’ora sarà giunta. Catania, Basilica del Carmine

Scritto contemporaneo

Incrementare volumi di macerie, spregiudicata vanità. Tempo della pietra, non si riesce a guardare oltre, demolire per un meglio vivere. Macerie e polveri vengano ridistribuite in parti uguali per gli avventori di questa sciagura. Catania, Ospedale Santa Marta