Mio nonno aveva un giardino magico, lo curava col solo amore di viverci intorno, lasciava che l’edera si arrampicasse, e che le rose divenissero alberi. Concepire la bellezza primordiale, l’ordine naturale che sconosce disordine. Se solo oggi si riuscisse a sentire l’emozione, non come una macchia di colore, ma come l’opera che risiede interiormente, il vissuto visto come passaggio memorabile. (Catania Visionaria)
Casa Chicco
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