Catania non ha bisogno di specchiarsi nel mare di Barcellona, né di inseguire le geometrie di Valencia. Chi cerca altrove il disegno di questa città non ne conosce la carne, che è nera di lava e pulsante di fuoco. Catania è un’opera unica, scritta dalla penna dell’Etna, e ogni tentativo di ridurla a una fotocopia metropolitana ne svilisce la natura più profonda. Bisognerebbe guardare all’Islanda per ricordare cosa sia il timore reverenziale verso la terra. Lassù, dove il ghiaccio bacia il fuoco, l’uomo si fa piccolo e cammina scalzo sul pianeta, proteggendone il respiro. Qui, invece, abbiamo dimenticato il rispetto. Il nostro mare, che un tempo era un tappeto di cobalto e leggenda, oggi si spegne nel silenzio di una depurazione mancata. Diventa una pozza opaca, ferita ogni giorno dai giganti d’acciaio delle crociere, isole galleggianti che scaricano oblio sulle nostre onde, trattando il Mediterraneo come una discarica a pagamento. La vera offesa non è solo nel mare negato, ma nella memoria calpestata. Guardiamo il Castello Ursino: laddove la lava del 1669 aveva scavato un fossato di epica bellezza, l’uomo contemporaneo ha risposto con una colata di cemento, grigia e anonima. Una violenza urbana che ha soffocato la roccia e la storia, sostituendo la poesia del contrasto con la prosa del degrado. Catania non si salva con la propaganda dei rendering o con le narrazioni di una modernità posticcia. Si salva restituendo lo spazio alla sua anima vulcanica. Meno asfalto, più rispetto; meno crociere selvagge, più cura per le acque. Serve una politica che sia anche poetica: l’unica capace di comprendere che questa città non deve diventare una metropoli globale, ma rimanere una terra fiera, dove la pietra lavica respira ancora e il mare torna a baciare la sua costa con dignità. (Catania Visionaria)
Tag Archives: catania visionaria
Agricoltura Manuale
Tanta gente fa del bene lontano dai riflettori. I Visionari Operano Attraverso il Cuore, non sono persone comuni in cerca di visibilità, ma sono un dono all’umanità tutta. L’augurio di comprare zappe e riscattare piante, terra e pietra dal rifiuto compulsivo di questa era. Parco Venticinque Zappe o Parco della Susanna, che possa Divenire l’Orto Sociale lontano da logiche di finanziamenti e fondi, che possa realizzare la Comunità di Cibali. Riscatto del Primitivo. (Catania Visionaria)
Storie di Muschio. (Gerbere)
Portate le vostre classi apprendere in questo giardino. (Provveditorato) – Il Trionfare della Pace, il canto tra i rami del vento, le foglie sull’uscio dell’ingresso. Sarebbe bello che i bambini potessero apprendere attraverso queste aule involontarie, ai piedi di ogni albero risiede una madre, in questa terra di dolci note inauguriamo il giorno. (Villa Bellini) / La Ricchezza sono le persone, non sono i possedimenti! (Zio Orazio) \ La dottrina delle regole, e chi nella fragilità cerca resistere al medio governare. Ordinaria psicosi di un funzionario dormiente. Una casta di stipendi assicurati, una società che si batte il petto facendo fede alla tredicesima e al risparmio per una crociera in famiglia. La capisco signora, ci lavora dentro e si dispera se la parrucchiera non le rilascia ricevuta, che povera gente di questi tempi si manifesta ricca e talentuosa! (Democratica)
Cantiere Comune Pensieri in Circolazione. (Scandire)
Mi chiedo: Cantano di giorno e cantano al tramonto. (Scale del Sapere) / Il pane a scaldare sopra la stufa, cucino a fuoco lento, presto si avvicina il tramonto, c’è vento improvviso e cielo freddo, anche questa sera accenderò delle candele, spegnerò le luci. Silenzio e l’ardere della speranza. Mia, sdraiata sul suo cuscino, medita il momento. (Atto Poetico) \ Piazza Abramo Lincoln, Il Giardino dentro il giardino “Villa Bellini”, Piazza Trento. (Catania Visionaria)
Sala Consiliare Rispetto Pianeta Catania Visionaria
La nostra natura è predisposta per il bene. La pianta parte dal seme. Attraverso la fontana si assentarono dal rumore, sembrò quasi da quei cuori uscire un arcobaleno. (9791222751511)
IMPRINTS OF PEACE CONNECTION CATANIA LONDON 2019
VILLA BELLINI, BOILER HOUSE BRICK LANE / Acrylic: 157/140 Cm. (Planet Responsibility) – Il Terzo Fiore è connesso con la stanza delle gemme, nessuna prevaricazione, si sfugge alla provocazione, ci si migliora, nella solitudine si rimette ordine, ci si nutre di energie proprie, si fa fede alla scintilla che tutto illumina. \ Conservo solo il bene da ogni incontro, questo mi dà fiducia nel mio sogno. Affinità intellettive, un racconto diventa voce, musica, immagine. Testimonianza, condivisione, migliorarsi, migliorare questo mondo. @ The first flower is in 2009 when I left Sicily after Barcelona and Berlin to go to London, realizing that money and power are outdated. The second is when I returned to London in 2017 to create a bridge with Sicily, because I carry Catania in my heart. The third is connected with the room of gems, no prevarication, escaping provocation, improving ourselves, in solitude we put order back into our lives, we feed ourselves with our own energies, we bear witness to the spark that illuminates everything. Every problem has a name, and in its name other problems are created, the number eight becomes a circle, where everything is continuous, the fate of good and evil recede, the veil is removed, everyone is aware of their choices, no cloth can mask the ephemeral essence. I take only the good of each encounter, this gives me confidence in my dream.
Arrivare primo è un lusso per chi gareggia. Percorrere un sentiero, affidarsi. Energie si esauriscono, svegliarsi dinanzi una luna ferma, immobile, piena e luminosa, chiudere gli occhi, avere quella goccia che basta per proseguire. (Gerico)
IMPRINTS OF PEACE CATANIA 2017
Contemporary Artist in Sicily
Era tutto pronto per l’imbarcazione, Un grande viaggio avrebbe atteso quei piccoli semi. – Era l’albero più anziano di quel parco, e forse l’unico nella sua terra, una profonda storia. Cerco ricordare le parole di quell’anziano saggio, ritornato nella mia memoria. (Denuncia Sociale) Sequoia / Il Giardino dentro il giardino
Casa Chicco
Mio nonno aveva un giardino magico, lo curava col solo amore di viverci intorno, lasciava che l’edera si arrampicasse, e che le rose divenissero alberi. Concepire la bellezza primordiale, l’ordine naturale che sconosce disordine. Se solo oggi si riuscisse a sentire l’emozione, non come una macchia di colore, ma come l’opera che risiede interiormente, il vissuto visto come passaggio memorabile. (Catania Visionaria)
Sentire il suono del suo vibrare
Microcosmo – Composizione Immaginaria. (Carbone Minerale) / Sentimento ingrediente base memoria. (Etnasimbiosi) – Le Panchine dell’ascolto. (Cerchi d’Oro) / Una fontana assediata dalle macchine, dovrebbe essere intorno Alberi! (Carmelo Mendola) – Isole lineari, distaccate da strade e binari, margine di congiunzione allarga prospettiva, riprende luce un respiro temporale. (Orto Botanico) / Una pietra della fortezza. Al risveglio il caffè col miele e il latte. Realizzato dal mio operare, viaggio sentendo gli uccelli cantare, in quel silenzio trovo spazio che conforta gli spigoli delle incomprensioni. (Memoria della Pietra)































