Ricordo da bambino una monetina scendere dalla feritoia, prendere una candela e accenderla accanto alle altre, quel suono era ben speso, la luce e il calore, la devozione. All’ingresso delle pietre scolpite contenevano acqua, le dita poggiandosi andavano a benedire nel Nome del Trino, l’Impronta attraverso la memoria di quel gesto. L’odore dell’incenso era frequente insieme al silenzio, ogni tanto le campane suonavano ricordandoci quel momento, tutto era denso di preghiera – L’umile viandante che nel giardino odora di rosa. Vi prego perdonare la mia inquietudine. (Algoritmi di Pace 03.05.23)
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Famiglia 2013 Collezione
Claudio è un mezzo scelto per manifestare. La natura è specchio dell’arte, al punto che sarebbe possibile comprendere e spiegare l’universo tramite semplici congetture artistiche, tenendo fermi in mente che sia la verità sia l’artificiale poggiano sull’arte. L’uomo, strumento della tangibilità, è mezzo dell’arte medesima; l’artista si dona alla natura ed essa diviene manifesta, trovando giovamento reciproco: voluttà per una creazione ed illusoria manifestazione. I dipinti di Claudio sono stati bussola cognitiva di questa percezione esistente: famiglia, scienza e spiritualità. La famiglia è silenzioso abitante dei quadri di Claudio: la famiglia prima sede dove si comprende il significato più profondo dell’esistenza, in cui il legame tra le reciproche vite si porta oltre il concetto stesso di famiglia trasformandosi in qualcosa di ossessivamente profondo, intersecato, incollato, pitturato, confuso, connesso, furente ma devoto e sicuro. Il mondo è famiglia, io sono famiglia, loro sono famiglia. Il cosmo e l’universo intero sono famiglia, intesa come legame ontologico e viscerale tra spiritualità e materia. Claudio esprime la Famiglia nei suoi dipinti e la Famiglia usa Claudio come strumento per manifestarsi. La scienza ordina. La scienza modella per ordinare, è strumento tangibile ed attraente per palesare Arte. La Natura e la Scienza che la governa e regola sono conoscibili attraverso svariati strumenti; quando osservo con un microscopio a fluorescenza rivedo nozioni naturalmente espresse ed evidenti nei disegni di Claudio, essi stessi sono ulteriore strumento di conoscenza di natura scientifica: fotografia espressiva di un soggetto che osserva l’universo e lo blocca, per un lungo tempo, non come mera immagine, ma come essenza, attraverso l’arte pittorica, la più antica e primordiale delle arti espressive che l’umanità ha sperimentato. Peculiarità e tratto distintivo dell’arte pittorica di Claudio è il carattere spirituale che emerge dalla capacità di formarsi tra l’errore e la consapevolezza, conflitti e legami, per una crescita ed una razionale evoluzione spirituale, esaltando l’interiorità degli uomini, delle cose e degli stessi elementi; esso ne acquisisce specifica competenza imparando a realizzare un agire sapiente per poterlo poi trasmettere agli altri, alle altre cose, da quelle naturali a quelle artificiali fino a restituire all’arte un dono prezioso: il divenire. Descrivere e spiegare i dipinti di Claudio non è altro se non descrivere Lui, un ricercatore, uno scopritore sapiente che come loro opera per trasformare ciò che incontra in un unico organismo capace di generare crescita e libertà, ma sopra ogni cosa verità. I tuoi quadri sono atti d’amore. (Marialaura Ontario) \ L’unico potere che mi interessa, è il vivere libero, senza compromesso alcuno, che la costruzione di un nuovo avvenire. Provo tenerezza per coloro che sentono attrazione per apparenti potenti. Provo ammirazione per quelli, che nella semplicità si raccomandano al potere della libertà da compromessi umani. Credo nella nobiltà dell’animo che onora il pianeta, restituendo la luce ricevuta. Credo che non è mai troppo tardi per cambiare, e che tutto ha un senso. Che ogni momento di crisi, è dono di lettura. 1/44 – Archivio Carte Colorate Alfabeto Emozionale 50/35 Cm. (Volontà della Passione)
Poesie und Anatomie
Catania, Domplatz
Liebliche Barockfassaden, fotografierende Touristen im Frühlingslicht. Der Dom von Catania. Alles ist süß und hell in ein Gewand aus pudrigen Farben gekleidet. Man feiert die verdiente Freizeit bei Straßenmusik und Gelati zu Füßen des Wahrzeichens von Catania: dem fröhlich sprudelnden „Fontana dell’Elefante“.
Nachdem der Ätnaausbruch von 1669 und das Erdbeben 1693 die Stadt zerstört hatten, wurde Catania nach den Plänen von Giovanni Battista Vaccarini, eines der wichtigen Vertreter des sizilianischen Barocks, neu erschaffen. Dieser italienische Architekt und Baumeister prägte das Gesicht der heutigen Altstadt Catanias – ihm sind die barocke Fassade der Kathedrale, der Palazzo San Giuliano und der Elefantenbrunnen zu verdanken, den er aus Fundstücken neu gestaltete.
Auf dem Marmorsockel thront die Lavastatue in Form eines Elefanten aus der Römerzeit. Der ägyptische Granitobelisk auf seinen Schultern zeigt Hieroglyphen und Symbole des ägyptischen Isiskults.
Die Kathedrale Sant’Agata beherbergt stolz das Grabmal des Komponisten.
Die ursprüngliche Kirche wurde ca. 1070–1093 in normannischer Bauweise über den römischen „Thermen des Achill“ errichtet. Erdbeben und Eruptionen des Ätna zerstörten die Kirche mehrfach. Der Architekt Girolamo Palazzotto baute 1709 die heutige Kathedrale unter Einbeziehung des normannischen Ostteils wieder auf.
Den Übergang zu einer ganz anderen Welt bildet der überraschend versteckt liegende Brunnen „Fontana dell‘Amenano“ aus Carraramarmor.
Hier geht es zuerst einmal ein paar Stufen abwärts. Der Platz mit den eng angeschmiegten Gebäuden liegt tiefer als der Domplatz und ist dadurch vom Sonnenlicht geschützt.
Ich wate durch eine glänzende Schicht aus Wasser und Fischabfällen. Die Möwen tanzen in der Luft, die Katzen freuen sich über Reste.
Die brüllenden, eher grimmig drein schauenden, hackenden Fischhändler erscheinen geradezu bunt vor den dunkel wirkenden Gebäuden und dem schwarzen Lavasteinboden.
Es duftet, nein es stinkt – abgehackte Köpfe, tote Augen, zerteilte Körper, Blut, Innereien.



























































