Archivio della categoria: Мистецтво як принцип пізнання

Magic Box

scatola magica 23 azioni involontarie

equivoci di percorso arte involontaria

acqua potabile bene comune

Dal centro sembra essere tutto più chiaro, il paradosso che la circonferenza desidera assorbirlo per governare la ruota. Scatola Magica, Equivoci di Percorso, Acqua Potabile Bene Comune, Mia.

L’arte è memoria non riproducibile

When one speaks about Art, one must leave everything else aside. I thank all the Artists in the world, with their help, they have allowed me to lose myself. Symbols, images, continuous reflections, moments that fluctuate over time, words thet open and words that close, breaths which meet in a heartbeat, amplifying the presence standing before the Door, in front of the panorama of all dimensions. Sounds without commas or full stops, absorbing the way ahead, predestined from the first breath of the note, at the achievement of their performance on a stage where everything is present, although not immediately visible, like a plant within a seed, like the life within a glance. I do not speak english, I speak with gestures. (Conceptual Art 2010)

Arriva un tempo che la parola diventa silenzio

Arriva un tempo che la parola diventa silenzio

Simboli, immagini, riflessioni continue, attimi che oscillano nel tempo, parole che aprono e parole che chiudono, respiri che si incontrano in un battito, amplificando la presenza avanti la porta, dinanzi il panorama di tutte le dimensioni. Suoni senza ne virgole ne punti, che assorbono la strada da percorrere, predestinata dal primo respiro della nota, al conseguimento del proprio numero su un palco dove tutto è presente, pur non essendo visibile nell’immediato, come una pianta dentro un seme, come la vita dentro uno sguardo. Non parlo l’inglese, mi esprimo con gesti. (Particolari Ricerca 2010)

Particolari Ricerca 2010

Art as a principle of knowledge

Che stupida creatura hanno reso il genere umano. Secoli fa avevamo tutti i pidocchi, farsi un bagno caldo era un lusso, oggi siamo chiusi dentro un grande fratello, noi insieme al pianeta facciamo parte di un grande esperimento. Precedentemente potevo essere Davide, padre di Salomone, ma oggi, la sera è un problema con le zanzare, agguerrite come non mai. Dolci delfini avvertono gravi insidie. Quando avevo un terrazzo (Casa Museo Sotto l’Etna), i vasi erano mondi, le piante torri, le radici antenne attraverso le foglie. Avevo due tipi di papiri, e dentro la vasca (pila) anche le ninfee e qualche pesciolino. Una volta cresciuto il papiro lo trasferii dentro una gebbia (Terre di Martorina – Rg). Era il compleanno di mio padre, ed ero felice perché da Catania, avevo fatto ascoltare a quelle radici buona musica, non vedevo l’ora potessero trasmetterla all’acqua per l’irrigazione nei campi. In seguito misi anche delle carpe che condividevano quell’oasi insieme a qualche rana. Dopo anni, e non poche discussioni, trovai il papiro seccare fuori dalla gebbia, e una rete ultra sottile che non permetteva più alle signore libellule benedire l’acqua. Ricordo la ritualità nella preparazione dell’organico, portare al terreno memoria di un momento di casa, vivevo in simbiosi con stelle e candele, sogni del mattino. Mangiare un frutto appena raccolto, sentire il consiglio su dove posizionare il seme. La ritualità del saper vivere. In questo momento la pioggia sta componendo musica.