Nonostante ci si appresti a inaugurare l’ennesimo dispendio nella creazione di un parco pagato a caro prezzo dalla comunità, sembra assistere all’avvicinarsi lento, ma inesorabile del crollo di tutto ciò che credevamo solido e rassicurante. Spesso nascono in me delle osservazioni che a molti potrebbero sembrare dissociate, ma che rispondono a una logica profonda: se a un pugile viene vietato adoperare la propria disciplina in strada, allo stesso tempo, un avvocato non dovrebbe esercitare politica. La legge dovrebbe preservare un senso autentico, tutelare la collettività, i due mondi dovrebbero restare separati. Equilibri di una condizione umana complessa, dove il povero si ritrova a vendere per strada per assoluta esigenza e non per negligenza. Eppure, oggi assistiamo al paradosso della regola: il verbale viene sbattuto con cinismo sulle pagine dei giornali ampiamente consolidati dal regime, tra gli applausi di coloro che in coda sperano accedere alle grazie di quest’ultimo. In questo mare sociale non nuotano più soltanto delfini, ma nelle reti troviamo grossi squali. In lontananza, l’ennesimo incendio, plastica bruciata, fumo tossico, patine nei cieli, una luna sempre più dispiaciuta nel viverci confinati in questa dimensione così sofferta. Intorno, non più cicale o le oramai estinte lucciole, ma polveri e sabbia, cenere e vento, carbone e pentimento.
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Il Ventaglio di Bud
Mi ricordo come non ti davi pace per i lavori della metro che facevano tremare il palazzo, per il prezzo del pane. Quante cose ci raccontavi, e quanto esempio ancora vive. (Cicetto)
Poveri ragazzi indottrinati da una televisione senza scrupoli, ballano dentro una casa che prende fuoco. Ci vorrebbe decoro, rispetto e pudore, cosa sempre più rara in un mondo preso d’assalto dall’arrivismo. Una popolazione privata di un bene oltre che della salute. Dentro quel parco come in tutta la città, l’unico investimento utile che merita considerazione è la piantumazione di alberi, siamo al collasso di ossigeno, oltre che di veleni nell’aria sempre più incandescente. L’acqua delle fontane viene costantemente riempita di cloro, avvelenando la fauna, anziché essere riutilizzata come fertilizzante d’irrigazione. Avrei parecchio da precisare riguardo le risorse che un giorno potrebbero valere assai più dell’oro. Dopo questo scritto sono cosciente che nuovamente sarò intimorito dai provocatori, l’ultima volta una macchina proprio dentro il parco ci ha quasi investiti perché la Mia ombra era senza guinzaglio. La cosa più raccapricciante per me sono le stesse istituzioni che patrocinano tale impoverimento intellettuale. Il Parco delle Carrozze in memoria di coloro che una volta le possedevano merita alberi, una cifra pari a due milioni di euro (2.000.000) per la Rigenerazione della stessa Villa Bellini non capisco come non possa avere il giusto risalto mediatico e coinvolgimento dei fruitori del parco, quasi silente e sotterrata, tutto l’interesse è rivolto ai concerti. Mi auguro quanto prima possa essere preso in considerazione questo sogno, aldilà di tutta la fuffa inutile a dirsi visto anche la presenza da molte settimane di un autoarticolato all’interno del parco. (Il Giardino dentro il giardino)


